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Anticipazioni integrazioni salari nella regione Puglia

17 Apr 2020

Il 15/04/2020 è stato firmato il Protocollo Quadro con gli Istituti di Credito e le Parti Sociali per l’anticipo della Cassa Integrazione, CIGO, CIGS e CIGD che avrà durata tra il 1°gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020.

Le Banche firmatarie anticiperanno le somme ai lavoratori a costo zero.

La stragrande maggioranza delle aziende che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, hanno scelto il pagamento diretto della CIG da parte dell’INPS; solo i lavoratori di tali aziende potranno richiedere l’anticipazione in banca.

Considerato che l’iter delle diverse procedure utilizzate di CIGO, CIGS, FIS e CIGD, sono:

  • differenti tra loro e in fase di completamento;
  • in attesa di autorizzazione da parte dell’Inps e di successive comunicazioni da effettuarsi relative alle ore effettive di utilizzo di CIG;
  • mediamente lunghe e non prevedono un immediato pagamento da parte dell’Inps,

la Regione Puglia si è attivata a dar corso alla possibilità di ottenere un anticipo della CIG da parte del lavoratore.

Il finanziamento si configura come un anticipo sugli ammortizzatori sociali spettanti al lavoratore per supportarlo nei periodi di temporanea assenza di reddito, in attesa di percepirli da parte dell’INPS.

I finanziamenti si attiveranno attraverso modalità telematiche, su richiesta del lavoratore mediante una apertura di credito in un conto corrente apposito presso una delle Banche di cui è correntista,

Gli istituti bancari, previa valutazione del suo merito creditizio, concederanno un finanziamento nella forma tecnica di apertura di credito su un conto corrente per un massimo di 700 di euro al mese (minimo 100 euro) per un numero di mensilità pari a:

  • 9 mesi per Cigs e Cigs per Contratti di solidarietà difensivo (per un massimo di 6.300 euro);
  • 2 mensilità nell’anno solare per Cig in deroga (per un massimo di 1.400 euro);
  • 3 mensilità per Cigo (per un massimo di 2.100 euro);
  • 3 mensilità per il Fondo di integrazione salariale (Fis) (per un massimo di 2.100 euro).

I lavoratori interessati, dovranno contattare la filiale della propria Banca e chiedere il modello ABI per effettuare la richiesta di anticipo, compilare il modello, e inviarlo via mail. Entro pochi giorni, la Banca erogherà l’anticipo. Le Banche che hanno sottoscritto il Protocollo erogheranno il finanziamento a costo zero e a tasso zero, salvo l’applicazione dell’imposta di Bollo trimestrale.

Quando l’INPS erogherà la Cassa Integrazione, il prestito verrà estinto.

Gli importi provenienti dall’ INPS saranno trattenuti dall’Istituto di Credito fino alla concorrenza dell’ammontare del finanziamento. Le eventuali somme eccedenti saranno nella disponibilità del lavoratore.

Sembra tutto molto semplice, ma leggiamo l’art. 7 del protocollo che recita: “La Banca procederà mensilmente all’erogazione dell’anticipo a favore del lavoratore solo dopo aver ricevuto apposita comunicazione dell’Azienda, attestante l’importo corrispondente della quota di integrazione salariale spettante al lavoratore in base alle ore effettive di sospensione e dalle modalità di applicazione delle detrazioni d’imposta”.

Ciò significa che il pagamento non potrà essere immediato in quanto, occorrerà verificare le effettive ore di sospensione e di calcolo, in pratica bisognerà attendere il termine del mese e l’elaborazione del cedolino paga, senza considerare che si tratta di un ulteriore adempimento ed onere di comunicazione che grava sull’Azienda.

Il lavoratore e/o l’azienda deve informare la banca circa l’esito della domanda.

In caso di mancato accoglimento della richiesta di integrazione salariale o di non autorizzazione del pagamento diretto, la Banca comunicherà all’azienda e al lavoratore il saldo a debito del conto corrente apposito.

Se il lavoratore entro 30 giorni da tale comunicazione, non avrà provveduto ad estinguere il debito, sarà l’azienda che verserà su tale conto corrente gli emolumenti correnti, differiti (13^-14^) e il TFR alle ordinarie scadenze contrattuali o di legge, spettanti al lavoratore fino alla concorrenza del debito.

Di seguito indichiamo le Banche aderenti al Protocollo, le altre Banche potranno aderire anche successivamente:
UniCredit, BPER, Banca Sella, Banca di Taranto BCC, BCC Puglia e Basilicata, BCC di Terra d’Otranto, BCC di Massafra, BCC degli Ulivi, BCC Marina di Ginosa, BCC Bari, BCC Putignano, Bcc di Leverano, BCC Ostuni, BCC Avetrana, BCC Cassano delle Murge e Tolve, BCC Santeramo in Colle, Banca Popolare Pugliese, Banca Monte dei Paschi di Siena, Credem (iter valutativo in corso), Cassa Rurale ed Artigianale di Castellana Grotte, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, BCC San Giovanni Rotondo.

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Maria Romano


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