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Cessioni intracomunitarie e la prova del trasferimento. Le regole in vigore dal 1° Gennaio 2020.

4 Feb 2020

Condizioni generali per la non imponibilità delle cessioni comunitarie.

Le cessioni intracomunitarie sono disciplinate dall’art.41 del D.L. 331/93.

In base a questa norma, nel rispetto di alcune condizioni, tale cessioni si considerano non imponibili e pertanto viene emessa fattura recante l’indicazione del solo imponibile richiamando nel documento il citato articolo.

Perché l’operazione sia considerata cessione comunitaria e quindi non imponibile si devono rispettare alcune condizioni:

  1. Entrambi gli operatori e cioè il cedente italiano e l’acquirente comunitario devono essere soggetti I.v.a. (presupposto soggettivo). Verificare preventivamente a questo link che il proprio Cliente comunitario sia soggetto I.v.a. prima di procedere con l’emissione della fattura;
  2. il trasferimento deve essere a titolo oneroso;
  3. vi deve essere l’acquisizione o il trasferimento del diritto di proprietà;
  4. reale movimentazione fisica del bene da uno stato all’altro (presupposto oggettivo) indipendentemente dal fatto che il trasporto o spedizione avvengano a cura del cedente, dell’acquirente (esempio clausola ex works) oppure da terzi per loro conto (spedizionieri, vettori ecc).

Sino ad oggi la normativa Italiana non prevedeva una specifica norma che elencasse i documenti necessari affinché fosse provato l’effettivo trasferimento fisico dei beni ceduti in altro stato.  Pertanto in base alla tipologia di trasporto effettuato era consigliabile acquisire una serie di documenti a comprova che potevano essere la copia del D.d.t. o C.m.r. firmato in arrivo dall’acquirente. La copia del bonifico relativo al pagamento della merce proveniente da banca estera piuttosto che una dichiarazione da parte dell’acquirente di avvenuta ricezione della merce.

La documentazione comprovante il trasferimento dei beni richiesta dal 2020.

Il regolamento UE 218/1912 introduce elementi di prova comuni per tutti gli stati membri in modo da uniformare la materia.

Gli elementi da acquisire per le cessioni intracomunitarie dal 2020

Dovranno essere acquisiti in modo alternativo:

2 elementi di prova tra quelli citati nella nell’art.1 paragrafo 3 lettera a) del citato regolamento

1 elemento di prova di cui alla lettera a) e 1 elemento di prova di cui alla lettera b)

Documenti di prova rif.to lettera a)

Documenti di prova rif.to lettera b)

– documenti relativi al trasporto o alla spedizione dei beni, ad esempio un documento o una lettera CMR riportante la firma del trasportatore

una polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento per la spedizione o il trasporto dei beni;

– una polizza di carico (trasporti marittimi)

documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio da un notaio, che confermano l’arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione;

– una fattura di trasporto aereo

una ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato membro.».

– una fattura emessa dallo spedizioniere

I documenti sopracitati devono essere rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente

Se il trasporto è a cura dell’acquirente con consegna ad esempio “franco fabbrica (ex-works)” il venditore dovrà procurarsi un’ulteriore documento consistente in una dichiarazione scritta dell’acquirente che attesti la ricezione della merce nello stato estero. (i dati da indicare nella dichiarazione sono contenuti a pag.2 punto b) i) del regolamento).

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Ivo Lamberti


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