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Coronavirus: Misure a sostegno del lavoro e delle famiglie

22 Mag 2020

Riportiamo le rettifiche e integrazioni definite nel D.L. N. 34/2020 a sostegno dei lavoratori e delle famiglie.

Da segnalare che l’INPS ha proceduto già da ieri 21/05/2020 a completare le operazioni di pagamento della seconda rata (aprile) delle indennità 600 euro a favore dei lavoratori autonomi, dei collaboratori e degli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali; e agli operai a tempo determinato dell’agricoltura, con seconda rata dell’indennità fissata dalla legge nella misura di 500 euro.

Per i lavoratori autonomi dello spettacolo, dovrà processare i controlli delle nuove condizioni dettate dalla norma per il pagamento della seconda e terza rata.

Ritengo che l’operazione effettuata sia relativa ai soggetti già beneficiari della quota di marzo 2020. Per tutte le nuove modalità e tipologia di indennità che sono state previste, occorreranno istruzioni adeguate perle richieste.

I periodi indicati in colore diverso riguardano le integrazioni e le modifiche effettuate dal D.L. n. 34/2020

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19 (art. 23)

Modifiche art. 72 D.L. 34/2020.

A seguito della di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole ai genitori  lavoratori dipendenti del settore privato,  ai genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata e ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS a decorrere dal 5 marzo sino al 31 luglio 2020, hanno diritto a fruire di uno specifico congedo per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a trenta  giorni, per i figli di età non superiore ai 12 anni.

Pertanto, chi ha già usufruito del congedo di 15 giorni, potrà usufruirne di ulteriori 15 giorni, previa domanda da presentare all’Inps.

In alternativa ai predetti congedi e per i medesimi lavoratori è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 1.200 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione scolastica.

Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia.

Il bonus é erogato, in alternativa, direttamente al richiedente, per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.  E’ incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104 (art.24)

Modifiche art. 73 D.L. 34/2020.

Il numero di giorni di permesso mensile retribuito, coperto da contribuzione figurativa, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020.

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, per emergenza COVID -19 (art. 25).

Modifiche art. 72 D.L. 34/2020.

I genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico a decorrere dal 5 marzo 2020, e per tutto il periodo della sospensione delle attività educative e scolastiche hanno diritto a fruire dello specifico congedo e relativa indennità di cui al precedente articolo 23. Il congedo e l’indennità suddetta non spetta in tutti i casi in cui uno o entrambi i lavoratori stiano già fruendo di analoghi benefici.

L’erogazione e le modalità di fruizione sono a cura dell’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro.

In alternativa ai predetti congedi, per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, nonché al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, è prevista la possibilità di acquistare un bonus per servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli fino a 12 anni di età, nel limite massimo complessivo di 2.000,00 euro.

Le modalità operative di tutti i benefici sono stabilite dall’INPS, e saranno accolte, previa domanda, nel limite complessivo di 30 milioni di euro annui per l’anno 2020.

Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato (art. 26)

Modifiche art. 74 D.L. N. 34/2020.

Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto. Il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica .

Fino al 31 luglio 2020 ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie è equiparato al ricovero ospedaliero .

Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 27).

Modifiche art. 84 D.L. N. 34/2020.

Ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità di 600 euro, è riconosciuta la medesima indennità di a 600 euro, anche per il mese di aprile 2020.

Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 19/05/2020, iscritti alla Gestione Separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito nel secondo bimestre 2020 una riduzione del reddito di almeno il 33%, rispetto il secondo bimestre del 2019 è riconosciuta una indennità di 1000 euro. Occorre presentare domanda all’Inps che comunica all’Agenzia delle Entrate per la verifica di autocertificazione effettuata.

Ai lavoratori CO.CO.CO. iscritti alle gestione separata , non titolai di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro al 19/05/2020, è riconosciuta un’indennità di 1.000 euro, per il mese di maggio 2020.

L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (art. 28).

Modifiche art. 84 D.L. N. 34/2020.

Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata, già beneficiari nel mese di marzo, è riconosciuta un’indennità pari a 600 euro, anche per il mese di aprile 2020.

L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29).

Modifiche art. 84 D.L. N. 34/2020.

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali già beneficiari per il mese di marzo 2020, è riconosciuta un’indennità per il mese di aprile di 600 euro.

Qualora alla data del 19/05/2020 la medesima tipologia di lavoratori non sono titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, è riconosciuta un’indennità pari a 1000 euro per il mese di maggio 2020.

L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Indennità lavoratori del settore agricolo (art. 30).

Modifiche art. 84 D.L. N. 34/2020.

Agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, già beneficiari nel mese di marzo, è riconosciuta un’indennità per il mese di aprile 2020 pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Incumulabilità tra indennità (art. 31).

Modifiche art. 75 D.L. N. 34/2020.

  • Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 non sono tra esse cumulabili e non sono altresì riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.
  • Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984 n. 222.
  • Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 27)
  • Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (art. 28)
  • Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29)
  • Indennità lavoratori del settore agricolo (art. 30)
  • Indennità lavoratori dello spettacolo (art. 38)
  • Istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 (art. 44)

Indennità lavoratori dello spettacolo (art. 38).

Modifiche art. 84 D.L. n. 34/2020.

Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità pari a 600 euro per il mese di aprile e maggio 2020. LA medesima indennità spetta anche ai lavoratori iscritti al Fondo dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, con reddito non superiore a 35.000 euro.

Non spetta ai lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 19/05/2020.

L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 (ART. 44).

Modifiche art. 78 D.L. n. 34/2020.

Ai fini del riconoscimento anche per i mesi di aprile e maggio 2020 dell’indennità per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria è riconosciuta una speciale indennità nei limiti di spesa di 1.150 milioni di euro per l’anno 2020.

Alla data di presentazione della domanda, i professionisti non devono essere:

  • titolari di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
  • titolari di pensione.

Sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti (ART. 46).

Modifiche art. 80 D.L. n. 34/2020.

A decorrere dalla data 17/03/2020 entrata in vigore del presente decreto l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della legge 23 luglio 1991, n. 223 è precluso per cinque mesi e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020.

Il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 abbia proceduto al recesso del contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604, può, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 18, comma10, della legge 20 maggio 1970, n. 300, revocare in ogni tempo il recesso purchè contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale, di cui agli articoli da 19 a 22, a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri ne’ sanzioni per il datore di lavoro.

Reddito di emergenza Art.82 D.L. 34/2020.

Ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica a causa dell’emergenza COVID-19, è riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di seguito “Rem”).

Le domande per il Rem sono presentate entro il 30 giugno 2020 e il beneficio è erogato in due quote.

Ciascuna quota del Rem è determinata in un ammontare pari a 400 euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’art. 2 c. 4, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, (il parametro della scala di equivalenza,  è pari ad  1  per  il  primo  componente  del nucleo familiare  ed  è  incrementato  di  0,4  per  ogni  ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 0,2  per  ogni  ulteriore componente minorenne) fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, ovvero fino ad un massimo di 2,1, corrispondente a 840 euro nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

Il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:

  1. residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
  2. un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, secondo il principio di cassa, inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui al comma 5;
  3. un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000.

Il predetto massimale e’ incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE);

  1. un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000.

Il Rem non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38, 44 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, ovvero di una delle indennità di cui agli articoli 84 e 85 del presente D.L.N. 34/2020.

Il Rem non è altresì compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni:

  1. essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
  2. essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore agli importi di cui al comma 5 art.82, ovvero della quota Rem se spettante;
  3. essere percettori di reddito di cittadinanza, ovvero le misure aventi finalità analoghe.

Non hanno diritto al Rem i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonchè coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra i suoi componenti soggetti di cui sopra, nel calcolo del parametro della scala di equivalenza non si tiene conto di tali soggetti.

Il Rem è riconosciuto ed erogato dall’INPS previa domanda, possono essere presentate presso i centri di assistenza fiscale e istituti di patronato.

Ai fini della verifica del possesso dei requisiti del patrimonio mobiliare di cui al comma 2, lettera c), l’INPS e l’Agenzia delle entrate possono scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare comunicate nelle modalità previste ai fini ISEE.

Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio è immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.

Ai fini dell’erogazione del Rem l’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, qualora emerga il verificarsi di scostamenti, anche invia prospettica, rispetto al limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.

Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19  Art.82 comma 8 D.L. n. 34/2020.

Ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, è riconosciuta un’indennità pari a 600 euro, per i mesi di aprile e maggio 2020.

Lavoratori così individuati:

  1. lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  2. lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  3. lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;

d) incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alladata del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Tutti questi soggetti alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:

  1. titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli 13 e 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
  2. titolari di pensione.

Condizioni in presenza nel nucleo famigliare del reddito di cittadinanza Art. 84 comma 13 D.L. n. 34/2020.

Per le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10 dell’art 84 D.L.n.34/2020, che fanno riferimento agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del D.L. 18 marzo 2020, n. 18, (sembrerebbe quindi solo per la mensilità di aprile 2020), ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari gia’ percettori del reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello dell’indennità di cui agli articoli menzionati, in luogo del versamento dell’indennità si procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità.

Le medesime indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10 dell’art 84 D.L.n.34/2020 non sono compatibili con il beneficio del reddito di cittadinanza in godimento pari o superiore a quello dell’indennità.

Decadenza richiesta Indennità diverse Art.84 comma 14 D.L. n. 34/2020.

Decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero entro il 03 giugno 2020, si decade dalla possibilità di richiedere l’indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, relativa al mese di marzo 2020.

  • Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 27)
  • Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (art. 28)
  • Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29)
  • Indennità lavoratori del settore agricolo (art. 30)
  • Indennità lavoratori dello spettacolo (art. 38)

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Maria Romano


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