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Decreto sostegni

23 Mar 2021

Ammortizzatori sociali

Il decreto sostegni approvato il 19 marzo 2021 in vigore da oggi ha concesso ulteriori periodi di cassa integrazione per covid-19.

Ripercorrendo le misure a sostegno del reddito del 2021 ricordiamo che :

La L 178 aveva concesso  12 settimane di cassa integrazione fruibili  in periodi diversi secondo l’o strumento di cassa integrazione.

Per Cigo le 12 settimane sono fruibili nell’arco temporale dal 1 gennaio 2021 al 30 giugno 2021

Cassa integrazione in deroga e Fis fruibili dal 1 gennaio al 31 marzo 2021:

Il Decreto sostegni concede ulteriori settimane di cassa integrazione (art. 7-8-9 Dl 41/2021

Per le  aziende  che  versano la contribuzione ai fondi di solidarietà e quindi interessati dall’assegno ordinario  o Cassa integrazione in deroga  è stato concesso un ulteriore  periodo di 28 settimane da fruire tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

per i datori di lavoro agricoli che versano contribuzione alla CISOA ,sono stati concessi  120 giorni fruibili dal  il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

Per le aziende che versano la contribuzione Cigo 12 settimane fruibili dal 1 aprile al 30 giugno 2021.

Per la prima volta dall’inizio della pandemia c’è una differenza nei periodi di fruizione fra Cassa integrazione ordinaria e gli altri strumenti a sostegno del reddito (FIS CISOA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA)

Sicuramente il legislatore ho voluto tutelare maggiormente i lavoratori appartenenti a queste ultime categorie, in quanto  le aziende industriali hanno a disposizione  la cassa integrazione ordinaria che è uno strumento più solido rispetto agli altri.

Nel decreto sostegni vi è una importante innovazione, seppure le settimane potrebbero andare in accavallamento, non è stato previsto l’assorbimento delle settimane residue e non utilizzate nella nuova normativa, come successo in precedenza con il DL 104, il Dl 137 e la l.  178.

Sperando che tale interpretazione non venga superata da circolari successive.

Pertanto dalla lettura del decreto, le settimane concesse a norma del DL 41 andranno in coda a quelle eventualmente residue previste dalla l. 178.

Risulta palese che l’accavallamento può verificarsi solo per FIS (assegno ordinario) Cassa integrazione in deroga e CISOA  in quanto il loro utilizzo può protrarsi fino al 30 giugno 2021.

I lavoratori interessati sono quelli in forza alla data di entrata in vigore del decreto, quindi alla data del 23 marzo 2021, mentre la platea dei lavoratori interessati dalle 12 settimane previste dalla L. 178 sono quelli in forza alla data del 1 gennaio ( o 4 gennaio).

Altra novità manca la previsione di eventuale decontribuzione in caso di mancato utilizzo degli ammortizzatori sociali.

Come sempre, di pari passo alla concessione di ulteriori settimane di cassa integrazione, scatta l’allungamento del divieto di licenziamento.

In merito al divieto  di licenziamento oggi fissato per tutti al 30 giugno 2021 nasce un’altra novità, il divieto è strettamente collegato all’utilizzo degli ammortizzatori sociali.

Qualora l’azienda  dovesse utilizzare le settimane di cassa integrazione previste dal DL sostegni, il divieto di licenziamento sarebbe prorogato al 31 ottobre 2021.

Tale situazione interessa solo ed esclusivamente le aziende che utilizzano Fis (assegno ordinario) cassa integrazione in deroga e agricoltura per l’utilizzo della CISOA, poiché per le aziende ricadenti nella normativa della cassa integrazione ordinario (cigo) dal 1 luglio abbiamo l’azzeramento di cassa covid e ove necessario dovranno utilizzare lo strumento ordinario previsto dalla normativa vigente (148/2015).

Il licenziamento, come ormai consolidato, sarà  sempre possibile nei casi previsti dalla normativa precedente e rimarcati dalla L. 178/2021 che riprendiamo per memoria:

Licenziamento per cessazione dell’attività aziendale;

  • accordo aziendale per l’incentivo all’esodo
  • cambio appalto
  • motivi disciplinari.
  • superamento del periodo di comporto
  • licenziamento durante o alla fine del periodo di prova;
  • licenziamento per raggiungimento del limite massimo di età per la fruizione della pensione di vecchiaia;
  • licenziamento per inidoneità alle mansioni;
  • licenziamento del lavoratore domestico;
  • licenziamento del dirigente;
  • la risoluzione dell’apprendista al termine del periodo di apprendistato;
  • licenziamento del socio lavoratore di una cooperativa di produzione e lavoro, qualora vi sia stata  risoluzione dal rapporto associativo.

Pertanto alla luce di quanto sopra, la scelta di non utilizzare le settimane di cassa integrazione previste dal DL 41/2021, comporterebbe l’anticipazione  dello sblocco dei licenziamenti dal 1 luglio 2021.

Un eventuale licenziamento per giustificato motivo oggettivo effettuato nel periodo dal 1 luglio al 31 ottobre esporrebbe l’azienda ad un licenziamento   illegittimo in caso di ricorso agli ammortizzatori sociali per covid-19  anche successivamente al 31 ottobre e fino al 31 dicembre 2021.

CONTRIBUTO ADDIZIONALE- TERMINI DI PRESENTAZIONE -PAGAMENTO

Per le settimane di Cassa integrazione previste dal decreto sostegni non è dovuto contributo addizionale, ma sono fruibili gratuitamente.

I termini di presentazione sono rimasti invariati, entro la fine del mese successivo all’inizio della sospensione e/o riduzione dell’attività lavorativa.

Necessario la consultazione sindacale.

Una novità importante riguarda invece il pagamento , il comma 6 dell’art. 8 lascia libertà al datore di lavoro di anticipare il pagamento o optare per il pagamento diretto da parte dell’INPS, in tal caso rimane comunque in piedi la possibilità di chiedere l’anticipazione del 40%

Altra novità operativa, sono stati aboliti gli SR41 e introdotto il flusso uniemens-cig, chiaramente se le procedure telematiche saranno aggiornate in tempi brevi.

Nel frattempo come di consueto rimaniamo in attesa della circolare INPS.

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Maria Bramato


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