Home » Uncategorized » PILLOLE LAVORO – Lo Smart working o Lavoro agile

PILLOLE LAVORO – Lo Smart working o Lavoro agile

6 Mag 2021

A cura di Maria Bramato Consulente Del Lavoro e socio fondatore NetProf

Con l’inizio della pandemia il lavoro in remoto è entrato nella quotidianità, vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Il lavoro a distanza può essere svolto in due forme: Lavoro agile o Telelavoro, parlando di lavoro agile non si può non definire entrambe le tipologie.

DEFINIZIONE DI SMART WORKING o lavoro agile

Lo Smart Working o Lavoro agile è una forma di lavoro che restituisce alle persone flessibilità, e autonomia sia nella scelta degli spazi che degli orari per svolgere un lavoro.

Si basa su 4 principi fondamentatali:

  • Revisione della cultura organizzativa
  • Flessibilità nella scelta dell’orario e del luogo di lavoro
  • Dotazione di tecnologie
  • Spazio fisico

Naturalmente a fronte della libertà nella scelta di dove, come e quando svolgere un dato lavoro, deve esserci una maggiore responsabilizzazione del lavoratore in termini di raggiungimento di obiettivi.

DEFINIZIONE DI TELELAVORO

Il telelavoro è una prestazione effettuata al di fuori della sede di lavoro con supporto di tecnologie, con esatta definizione del luogo dove tale prestazione è effettuata, mentre rimane flessibile l’orario.

  • I lavoratori sono soggetti alle norme sulla sicurezza, i rappresentanti dell’azienda, del lavoratore e/o gli uffici preposti possono accedere al luogo dove si svolge il telelavoro
  • Il lavoro svolto può essere verificato telematicamente
  • la postazione di lavoro deve essere adibita solo ed esclusivamente al lavoro
  • Il datore di lavoro può effettuare verifiche telematiche per controllare il lavoro svolto.

Da quanto esposto sopra, ne deriva che il telelavoro in pratica è lo svolgimento del lavoro subordinato in un luogo diverso dall’azienda, con le stesse modalità di svolgimento in azienda e con gli stessi controlli.

Quindi una prima differenza fondamentale fra lavoro agile e telelavoro è la scelta del luogo ove svolgere l’attività;

Da qui ne deriva che l’istituto del lavoro agile non prevede sopralluoghi per la verifica sia in termini di sicurezza che in termini di controllo telematico sul lavoro svolto;

PRINCIPALI DIFFERENZE FRA SMART WORKING E TELELAVORO

Smart working e telelavoro sono entrambe un sistema di lavoro in remoto, ma con differenze sostanziali circa l’autonomia lavorativa e la flessibilità

Infatti il Telelavoro è una prestazione lavorativa svolta fuori dalla sede aziendale e in orari e luogo definiti;

Lo smart working risulta essere una prestazione lavorativa svolta fuori dalla sede aziendale ma in luoghi e tempi scelti dal lavoratore in autonomia.

LE NORME

Il lavoro agile viene normato per la prima volta dalla L. 81/2017  che lo definisce e fissa quali parti integranti  per il suo svolgimento gli strumenti tecnologici , forniti dal datore di lavoro.

Per poter attivare lo smart working la norma prevede un accordo scritto fra le parti, che a far data dal 15 novembre 2017 dovrà essere trasmesso in forma telematica al Ministero del Lavoro.

I requisiti minimi dell’accordo fra azienda e lavoratore sono i seguenti:

  • Durata. L’accordo può essere a tempo indeterminato o determinato.
  • Preavviso. Il recesso è possibile con un preavviso di almeno 30 giorni (90 per i lavoratori disabili) per gli accordi a tempo indeterminato o in presenza di un giustificato motivo.
  • Come e quando. L’accordo deve contenere la disciplina dell’esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali, con particolare riguardo agli strumenti tecnologici utilizzati e al rispetto del diritto alla disconnessione per il lavoratore.
  • Potere di controllo e disciplinare. Nell’accordo devono essere illustrate le modalità di controllo della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, tenendo conto dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori. (fonte Clic lavoro)

SMART WORKING IN ERA EMERGENZA COVID-19

Con l’esplosione della pandemia, si è reso necessario evitare al massimo il contatto sociale, e quindi anche la limitazione del lavoro nelle sedi aziendali, che avrebbe favorito la diffusione della pandemia.

Con svariati interventi normativi il primo dei quali il 1 marzo 2020, il Governo raccomandava il massimo utilizzo del Lavoro agile per tutte quelle attività che potevano essere svolte a distanza, prevedendo anche una forma semplificata di accesso.

Per tutto il periodo pandemico, le aziende possono collocare i lavoratori in Smart Working senza un accordo individuale sottoscritto fra le parti, ma comunicando solo l’elenco dei lavoratori collocati in smart working.

Tale semplificazione ad oggi è prorogata con il decreto riaperture del 23 aprile scorso, fino al 31 luglio 2021 salvo altre ulteriori proroghe.

Condividi questo articolo

Maria Bramato


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *