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Riflessioni sulla liquidità micro e piccole imprese: aspetti critici e operativi alla luce del DL liquidità e rilancio.

18 Mag 2020

Riprendo le mie riflessioni dall’articolo che avevo scritto il 23 aprile 2020 sui prestiti fino a 25000 euro “Riflessioni sul decreto liquidità: aspetti critici e operativi” ed evidenzio che in sede di conversione in legge nessun miglioramento allo strumento è stato apportato al fine di garantire alle micro/piccole imprese (tra cui sono annoverati, grazie alla previsione normativa dell’unione europea, anche piccoli professionisti) un accesso agevolato.

Ieri è stato presentato il “Dl Rilancio”; un provvedimento di economia e finanza in corso di pubblicazione nella G.U che nel suo complesso non ha provveduto in alcuna maniera ad agevolare l’accesso al credito e a rendere disponibile quella liquidità immediata necessaria alle micro/piccole imprese.

A favore delle piccole e delle medie Imprese il “D.l. Rilancio” prevede un contributo a fondo perduto di importo variabile nella percentuale e nella sua determinazione, con tetto massimo di 40000 euro, vincolato e limitato a quelle PMI che hanno subito sensibili perdite di fatturato, nel periodo di totale lockdown, aprile 2020, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, aprile 2019.

L’importo del contributo è condizionato esclusivamente al raffronto della situazione aprile 2020-aprile 2019, facendo la fotografia del momento ma non degli effetti che le attività aziendali subiranno nel periodo compreso tra maggio e settembre, mesi ben più difficili in termini di liquidità assoluta.

Inoltre l’intensità del fondo perduto risulterà in moltissimi casi di importo irrisorio ed il percepimento sarà dilatato nel tempo in considerazione delle procedure attuative ancora da approvare e stando alla lettura dell’attuale testo del “decreto Rilancio” incompatibile e/o non cumulabile col Bonus 600 euro per una parte dei destinatari.

Nel frattempo rischieranno di chiudere decine di migliaia di attività “piccoli imprenditori e professionisti” che hanno dedicato al lavoro autonomo, alla attività imprenditoriale e professionale la maggior parte della loro vita, delle loro energie, del loro tempo, sottraendolo per necessità contingente alla propria famiglia. Un dramma nel dramma che contribuirà a breve ad incrementare la criticità della situazione sociale ed economica.

A tal proposito , al fine di dare una risposta concreta , certa e rapida occorrerebbe introdurre un finanziamento “Re-Startup”, di intensità variabile tra i 10000 e 40000 euro , non sottoposto alla condizionalità del merito creditizio, erogato direttamente per il tramite della Agenzia delle Entrate, impignorabile, destinato esclusivamente al riavvio dell’attività; un finanziamento ad interessi zero, garantito dallo Stato al 100%, senza la condizionalità della Centrale Rischi e Crif, della durata di otto anni senza interessi. Il rimborso del capitale avverrà a partire dal secondo anno  successivo all’erogazione.

“Trattasi di liquidità immediata reale”.

Questo momento difficile richiede fiducia da parte dello Stato, richiede Responsabilità da parte dell’imprenditore/professionista; solo in questa maniera si salveranno decine di migliaia di aziende salvaguardando anche i livelli occupazionali ad esse correlate.

Un ruolo importante e centrale in questa fase, in cui le micro/piccole imprese sono in forte difficoltà di liquidità, è giocato, pertanto, dalla Associazioni di Categoria e dai Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili da sempre al loro fianco in un continuo ruolo di supporto sia dal punto di vista gestionale che fiscale; ma oggi ancor più importante nelle scelte strategiche è il ruolo di tutoraggio necessario per accompagnare le aziende in questa fase molto delicata di ripartenza ( RE-STARTUP).

In merito alle coperture di bilancio , una parte sono state già appostate nel decreto liquidità, fino ad oggi quasi inutilizzate dalle micro/piccole imprese a causa dell’ostacolo del merito creditorio e di tutte le lungaggini burocratiche che per un mese si sono susseguite ed hanno comportato un flop della misura nei confronti di una platea molto ampia di soggetti non solo in termini di numeri di aziende beneficiarie ma anche di quantità di importi erogati.

Ad oggi le micro/piccole imprese, tra cui sono annoverati i professionisti secondo la classificazione europea, sono la vera ricchezza del nostro paese e per tantissimi anni hanno rappresentato e rappresentano tutt’oggi la spina dorsale delle entrate tributarie dirette ed indirette. È necessario che anche nel futuro possano giocare lo stesso ruolo fino ad oggi egregiamente condotto facendo conoscere ed apprezzare in tutti i settori ed in tutti gli ambiti il made in Italy.

Se si sta pensando di trovare le coperture per gli aiuti richiesti da FCA circa 6,3 miliardi e per salvare Alitalia (circa 3 miliardi), un piccolo sforzo per cercare l’ ulteriore copertura finanziaria, rispetto ai fondi già stanziati, per il fondo RE-STARTUP, credo sia il minimo dovuto a tutte quelle micro e piccole imprese che ogni giorno si impegnano per mantenere produzione, occupazione e gettito in “Italia”.

Riflessioni sul decreto liquidità: aspetti critici e operativi.

Per la concessione dei prestiti fino a 25 mila euro non è necessario esibire in banca il bilancio o la dichiarazione dei redditi. Basta la sola autocertificazione. Questo perché a norma di legge «non è prevista nessuna attività istruttoria».

Ma le micro-imprese sono attanagliate da una crisi profonda che le aveva già portate ad indebitarsi e la modulistica contiene dei risvolti a dir poco angosciosi in termini di responsabilità penale per ricorso indebito al credito; basti pensare alla dichiarazione di non avere pendenze col sistema bancario e alla certificazione che la situazione di difficoltà, in cui si trova l’impresa, è posteriore al 23 febbraio 2020 cioè a causa del coronavirus.

“I finanziamenti garantiti dal dl liquidità mancano della copertura penale. Anche le banche non sono attualmente senti da rischi, giacché potranno essere chiamate a rispondere in ambito penale tanto in proprio, quanto in concorso con gli amministratori e gli imprenditori.”

Per questo motivo le banche anche per finanziamenti fino a 25000 euro predispongono istruttorie simili a quelle che farebbero per la concessione di un prestito ordinario. Inoltre gli amministratori delle società e gli imprenditori si espongono al rischio di bancarotta nel caso di mancato rimborso dei prestiti.

Gli amministratori, i collegi sindacali ed i revisori delle società di capitali sono alle prese nell’approvazione del bilancio con la continuità aziendale non essendoci un collegamento sistematico e legislativo tra le norme del codice civile e OIC da una parte e decreti legge Cura Italia e Liquidità dall’altra. Ciò comporta una valutazione attenta, piena di assunzioni di responsabilità e rischi di natura penale concreti ex post.

Da ultimo è da segnalare che il debito di finanziamento contratto con il decreto liquidità e garantito da Fondo Garanzia PMI e SACE , nell’ipotesi in cui non fosse rimborsato, comporta il sorgere di un debito verso lo stato che verrebbe recuperato con criteri identici a quelli della cartella esattoriale tramite Agenzia Riscossione con procedure immediatamente operative come quella della esecuzione diretta sui beni aziendali e personali compresi gli immobili.

Pertanto invito di prendere contatto con i propri professionisti ed associazioni di categoria di fiducia per fare un percorso condiviso e responsabile nell’utilizzo delle garanzie del decreto liquidità.

Ad una emergenza sanitaria non aggiungiamo una ulteriore emergenza economica già grave nella sua manifestazione attuale.

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Romano Martines


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