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Ristori quater: le nuove scadenze fiscali

1 Dic 2020

Il Decreto Ristori Quater ha previsto una serie di proroghe delle scadenze che non riguardano soltanto le dichiarazioni dei redditi e IRAP, oltre che l’IMU, ma anche i versamenti di dicembre (ritenute, addizionali e IVA) e la scadenza delle rate della rottamazione previste per il mese di dicembre.

La nostra Associazione, con questo documento riepilogativo e di sintesi, vuole rendere più semplice e leggibile quanto previsto dal Decreto Ristori Quater.

 

Scadenza prorogata Scadenza originaria Tipologia versamento/adempimento Note
10 dicembre 2020 30 novembre 2020 Versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP. Non è chiaro se la proroga interessi anche le imposte sostitutive derivanti dalla dichiarazione, ma, in linea di massima, si presume che la risposta sia positiva.
Presentazione, in modalità telematica, della dichiarazione dei redditi e IRAP per il periodo d’imposta 2019.  
Presentazione, in modalità telematica, del modello 770.  
16 dicembre 2020 16 dicembre 2020 Versamento della seconda rata IMU. Non subisce proroghe.

Occorre, in ogni caso, verificare le esclusioni introdotte con i vari decreti anti Covid, tra cui anche il Decreto Ristori quater.

Quest’ultimo chiarisce che, il pagamento è abbuonato quando l’utilizzatore coincide non con il “proprietario”, ma con il soggetto passivo d’imposta.

Sono, pertanto, esentati dal versamento gli immobili:

– adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;

– rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni) e relative pertinenze, quegli degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, del bed & breakfast, dei residence e dei campeggi;

– che rientrano nella categoria D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;

– rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli;

– destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili;

– in cui si svolgono le attività interessate dalla sospensione con D.P.C.M. 24 ottobre 2020 (allegato 1 al decreto Ristori);

– delle attività elencate nell’allegato 2 al decreto Ristori bis, se con sede in zona rossa.

18 dicembre 2020 18 dicembre 2020 Versamento del PREU (prelievo erariale unico sugli apparecchi delle sale da gioco) e del canone concessorio del quinto bimestre 2020 che deve essere versato in misura pari al 20% del dovuto sulla base della raccolta di gioco del medesimo bimestre, con scadenza il 18 dicembre 2020. La restante quota, pari all’80%, può essere versata con rate mensili di pari importo, con gli interessi legali calcolati giorno per giorno.

La prima rata è versata entro il 22 gennaio 2021 e le successive entro l’ultimo giorno di ciascun mese successivo; l’ultima rata entro il 30 giugno 2021.

1° marzo 2021 10 dicembre 2020 Versamento cumulativo delle rate 2020 della rottamazione fissate al 10 dicembre 2020 dal Decreto Cura Italia.  
16 marzo 2021

(i versamenti sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021)

16 dicembre 2020 Versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e delle trattenute relative alle addizionali regionali e comunali. La sospensione vale soltanto per i soggetti, esercenti attività d’impresa, arte e professioni, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019 e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La suddetta sospensione vale anche:

– per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l’attività, in data successiva al 30 novembre 2020;

– a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato:

a) ai soggetti che esercitano le attività economiche sospese dal D.P.C.M. 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale;

b) ai soggetti che esercitano le attività dei servizi di ristorazione che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale classificate come zone arancione o rosse;

d) ai soggetti che operano nei settori economici individuati dall’allegato 2 del decreto Ristori bis, ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale classificate come zone rosse.

Si ipotizza che, anche per il versamento dell’acconto IVA, per i soggetti sopra elencati, lo stesso dovrebbe slittare al 16 di marzo 2021.

Versamento dell’IVA
Versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
30 aprile 2021 30 novembre 2020 Al 30 aprile 2021 slitta il versamento del secondo o unico acconto delle imposte sui redditi e IRAP di molti contribuenti con determinati requisiti. Vediamo quali sono:

·  i soggetti ISA che:

ü hanno subito un calo di fatturato nel primo semestre 2020 su primo semestre 2019 di almeno il 33%, ovunque esercitino l’attività;

ü rientrano tra i codici Ateco

elencati nell’allegato 1 o 2 al

Decreto Ristori bis e hanno

domicilio fiscale o sede in una

regione rossa

(indipendentemente se

hanno subito un calo di

fatturato oppure no);

ü esercitano l’attività di

gestione dei ristoranti con

domicilio fiscale o sede in una

regione arancione (anche se

non hanno subito calo di

fatturato).

·  I soggetti non ISA:

ü ovunque dislocati, con ricavi o compensi 2019 non superiori a 50 milioni di euro che, nel primo semestre 2020, hanno subito un calo del fatturato o corrispettivi di almeno il 33% rispetto al primo semestre 2019;

ü con sede nelle zone rosse, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, che operano nei settori economici individuati nel due allegati (allegato 1  allegato 2) del Decreto Ristori bis;

ü con sede nelle regioni arancioni, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, che gestiscono ristoranti.

 

 

L’Associazione NetProf Rete tra Professionisti, considerata la necessità di approfondire le singole tematiche, con l’ausilio di circolari, comunicati stampa e chiarimenti da parte degli organi preposti, si riserva di integrare, aggiornare e/o modificare le circolari emanate.

 

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Angelo Fanizzi


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